D.M. Rinnovabili Elettriche - Finanzadimpresa

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D.M. Rinnovabili Elettriche

Aree d'Intervento > Energie Alternative > Biomasse

Il decreto stabilisce le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella solare fotovoltaica, nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di intervento di potenziamento o di rifacimento, aventi potenza non inferiore a 1 kW e che entrano in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012.

I valori della potenza di soglia sono fissati in 5 MW per tutte le tipologie di fonte rinnovabile, fatta eccezione per:
a) le fonti idroelettriche per le quali il valore di soglia è fissato in 10 MW di potenza nominale di concessione;
b) le fonti geotermoelettriche, per le quali il valore di soglia è fissato a 20 MW.


Ferme restando le determinazioni dell’Autorità in materia di dispacciamento, per gli impianti di potenza fino a 1 MW, il GSE provvede, ove richiesto, al ritiro dell’energia elettrica immessa in rete, erogando, sulla produzione netta immessa in rete, una tariffa incentivante omnicomprensiva, determinata, in relazione alla fonte, alla tipologia dell’intervento e alla potenza dell’impianto, sulla base dell’Allegato 1.

Per gli impianti alimentati a biomasse e a biogas, al fine di determinare la tariffa incentivante di riferimento, il GSE identifica, sulla base di quanto riportato nell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto e dichiarato dal produttore con le modalità di cui in allegato 3, da quali delle tipologie di seguito elencate è alimentato l’impianto:
a) prodotti di origine biologica;
b) sottoprodotti di origine biologica di cui alla Tabella 1-A;
c) rifiuti per i quali la frazione biodegradabile è determinata forfettariamente con le modalità di cui all’Allegato 2;
d) rifiuti non provenienti da raccolta differenziata diversi dalla lettera c).


Alla tariffa di riferimento per gli impianti alimentati da biomasse di cui al comma 4, lettere a) e b), di potenza non inferiore a 1 MW e non superiore a 5 MW ovvero di potenza superiore a 1 MW per impianti oggetto di intervento di rifacimento, qualora siano rispettate le condizioni di seguito riportate, possono essere aggiunti e tra loro cumulati i premi di seguito indicati:
a) l’esercizio degli impianti dà luogo a una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai valori obiettivo indicati nel decreto di cui al comma 9: 10 €/MWh;
b) gli impianti sono alimentati da biomasse da filiera ricomprese fra le tipologie indicate in Tabella 1-B: 20 €/MWh.

Alla tariffa di riferimento per gli impianti alimentati da biomasse di cui al comma 4, lettere a) e b), di qualsiasi potenza, anche oggetto di rifacimento, spetta un incremento di 30 €/MWh qualora gli impianti soddisfino i requisiti di emissione in atmosfera di cui all’Allegato 5.


Alla tariffa di riferimento per gli impianti a biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili operanti in cogenerazione ad alto rendimento, spetta un premio così differenziato:
a) 40 €/MWh, per impianti alimentati dalle tipologie di cui al comma 4, lettera a), e da bioliquidi sostenibili;
b) 40 €/MWh, per impianti a biomasse di cui al comma 4, lettera b), qualora il calore cogenerato sia utilizzato per teleriscaldamento;
c) 10 €/MWh per gli altri impianti.


Ai sensi dell'Allegato 1, nel seguito le tariffe base riconosciute per 20 anni sulla produzione di energia da biomasse:
- Potenza ≤ 300 KWp = 229 €/MWh;
- Potenze comprese tra 300 KWp e 1 MWp =180 €/MWh;
- Potenze comprese tra 1 MWp e 5 MWp =133 €/MWh;
- Potenze superiori  a 5 MWp = 122 €/MWh.


LA BIOMASSA


S’intende per biomassa ogni sostanza organica derivante dalla fotosintesi clorofilliana, processo mediante il quale le piante assorbono dall’ambiente circostante anidride carbonica (CO2) e acqua, trasformandole, con l’apporto dell’energia solare e di sostanze nutrienti del terreno, in materiale organico utile alla crescita.

L'utilizzo delle biomasse per la produzione di energia elettrica e calore contribuisce a limitare le emissioni di anidride carbonica, in quanto la CO2 emessa per la produzione di energia non rappresenta un incremento dell'anidride carbonica presente nell'ambiente, ma è la medesima che le piante hanno assorbito durante il loro sviluppo e che alla morte ritornerebbe nell'atmosfera attraverso i normali processi degradativi della sostanza organica.

La Direttiva 26 marzo 2009 sulla promozione dell'uso di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (che sostituisce e integra le Direttiva 2001/77/EC e 2003/30/EC), include la "biomassa" nella lista delle risorse di energia rinnovabili.


Le Biomasse più utilizzate per la produzione di energia sono il legno e gli oli vegetali.

L’olio vegetale utilizzabile nei motori endotermici per produzione energetica può essere di derivazione diretta dal seme oleaginoso o può derivare dal recupero e pulizia di oli vegetali usati per altri scopi.

Nel caso della produzione diretta, generalmente si utilizza l’olio di colza, girasole, soia o palma.

Le diverse tipologie hanno caratteristiche fisiche di potere calorifico e di costo che differiscono tra loro.

L’esperienza acquisita nei vari test di laboratorio ed industriali, eseguiti negli ultimi vent’anni, hanno permesso di definire con precisione le caratteristiche specifiche dei biocombustibili ed i risultati ottenibili in ambito energetico.

A livello d'impatto ambientale, si ricorda che l'olio può vantare le seguenti qualità:
- ha un contenuto di zolfo pressoché nullo, perciò non avviene la produzione dei relativi ossidi;
- è biodegradabile e difficilmente infiammabile, con diminuzione delle problematiche di trasporto e stoccaggio;
- ha potere antidetonante e buon punto di volatilità;
- è ad oggi la fonte rinnovabile per eccellenza.

I BIOCARBURANTI

La politica energetica dell’Unione europea è sempre più protesa verso l’uso dei biocarburanti: la Commissione ha fissato, entro il 2020, l’obbiettivo di sostituire il 20% dei carburanti convenzionali con i carburanti alternativi, per quanto riguarda il settore del trasporti stradali.

Nel seguito una rassegna delle fonti alternative principali.

Biodisel
Si ottiene principalmente da oli vegetali di colza, soia e girasoli ed è in forma liquida. Si può usare al posto o insieme al gasolio come carburante nel settore dei trasporti o come combustibile per il riscaldamento, senza il bisogno di modificare caldaie e motori. Grazie alla presenza di ossigeno nella sua molecola (11%), la combustione è migliore, non contiene idrocarburi nè zolfo.

Bioetanolo
Si può produrre grazie a un processo di fermentazione delle biomasse, cioè prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri, tipo cereali, amidacei. Il bioetanolo può essere usato come componente per benzine e può essere aggiunto in quantità pari al 20% senza modificare il motore.

Biogas
Si tratta di un gas naturale prodotto dalla fermentazione anaerobica di reflui animali, biomasse vegetali e scarti di industrie agro-alimentari. Il biogas è usato come combustibile per l’alimentazione di cogeneratori per la generazione di energia elettrica e calore e può anche essere usato per la trazione, dopo essere stato purificato a metano al 95%.

Olio combustibile vegetale
Usato soprattutto in Germania e Austria, l’olio vegetale puro serve per alimentare motori diesel statici per produrre energia elettrica ed energia termica in mini impianti di cogenerazione. Al contrario del biodisel, che per essere prodotto ha bisogno di numerosi passaggi di lavorazione, l’olio combustibile viene prodotto direttamente con la semplice pressatura dei semi. Il prodotto di scarto viene usato per l’alimentazione di animali.

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