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Certificati Bianchi

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Il risparmio energetico rappresenta senza dubbio il mezzo più rapido, efficace ed efficiente in termini di costo per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e per migliorare la qualità dell’aria.

Nell’ottica del risparmio energetico si muove la cogenerazione.


COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO E CERTIFICATI BIANCHI


La definizione di Cogenerazione Alto Rendimento considera come "cogenerativa" l’energia elettrica/meccanica prodotta allorquando tale produzione sia una funzione derivata del calore utile richiesto dal processo di valle.

In altri termini, considerando il ruolo centrale dell’energia termica si potrebbe affermare che l’energia elettrica costituisce un sottoprodotto fatale dell’energia termica.

Il principio si basa sull’analisi del rendimento complessivo (come il rapporto che vede al numeratore la somma dell’energia termica utile e dell’energia elettrica/meccanica prodotta ed al denominatore l’energia del combustibile immesso nel sistema di produzione di energia in cogenerazione), ovvero:


h(globale) = (E+Hchp)/F ³ 80%


dove,
- E = Energia elettrica prodotta;
- Hchp = Energia termica utile cogenerata;
- F = Energia termica immessa nell’unità da fonti esterne non cogenerative (combustibile).

Gli impianti che soddisfano le condizioni espresse nella formula precedente sono considerati impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento.

Nel caso tale condizione non sia rispettata, l’unità impiantistica reale è suddivisa in due macchine virtuali: l’una che lavora in regime di cogenerazione e l’altra esclusa dal regime di cogenerazione.

Ai fini del calcolo degli incentivi, ci si attiene al D.M. 5 Settembre 2011.

L’incentivo è parametrato sulla base del risparmio di energia tra un’unità di cogenerazione ad alto rendimento ed un’unità tradizionale con produzione separata di energia elettrica e calore ed è dato dalla formula:


RISP = Echp/
he rif + Hchp/ht rif - Fchp


dove,
- RISP = risparmio di energia primaria, espresso in MWh, realizzato dall’unità di cogenerazione;
- ECHP = energia elettrica, espressa in MWh, prodotta dall’unità di cogenerazione;
- HCHP = energia termica utile, espressa in MWh, prodotta dall’unità di cogenerazione;
-
he rif  = rendimento medio convenzionale del parco di produzione elettrica italiano (pari a 0,46);
-
ht rif  = rendimento medio convenzionale del parco di produzione termico italiano (pari a 0,82);
- FCHP = energia, espressa in MWh, del combustibile utilizzato dall’unità di cogenerazione.

L’entità del risparmio conseguito dall’unità di cogenerazione è convertito in Certificati Bianchi (C.B.) con la formula:

C.B. = RISP*0,086*K

dove,
- C.B. = numero di certificati bianchi;
- K = coefficiente di armonizzazione posto pari a 1,4 per le quote di potenza fino a 1 MWe.

Il prezzo di riferimento del Certificato Bianco (o titolo di efficienza energetica) è stato posto pari a 93,68 Euro, come definito dalla Delibera AEEG EEN 17/2010, per le unità entrate in esercizio nell’anno 2011.

Di 86,98 €/tep per le unità di cogenerazione entrate in esercizio nell'anno 2012.

Il prezzo di ritiro è quello vigente al momento dell’entrata in esercizio dell’unità e rimane costante per tutto il periodo di incentivazione.

Per quanto attiene alla cumulabilità dei TEE con altri strumenti incentivanti, c’è da evidenziare che non sono cumulabili con:
- certificati verdi;
- conto energia.

In definitiva, il meccanismo dei certificati bianchi non rende convenienti investimenti che non lo siano già per conto loro, ma ha il pregio di evidenziarne la validità tramite una metodologia di misura accreditata e rappresenta comunque un contributo economico importante.

La cogenerazione permette, infatti, di produrre contemporaneamente energia elettrica e calore sfruttando in maniera ottimale l’energia primaria contenuta nel combustibile.

Per produrre la sola energia elettrica si utilizzano generalmente centrali termoelettriche che disperdono parte dell’energia nell’ambiente: questa è energia termica di scarso valore termodinamico essendo a bassa temperatura.

Per produrre la sola energia termica si usano tradizionalmente delle caldaie che convertono l’energia primaria contenuta nei combustibili, di elevato valore termodinamico, in energia termica di ridotto valore termodinamico.

Se un’utenza richiede contemporaneamente energia elettrica ed energia termica, anziché installare una caldaia e acquistare energia elettrica dalla rete, si può pensare di realizzare un ciclo termodinamico per produrre energia elettrica sfruttando i livelli termici più alti, cedendo il calore residuo a più bassa temperatura per soddisfare le esigenze termiche.

Rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore, la produzione combinata, se efficace, comporta:
- un risparmio economico conseguente al minor consumo di combustibile;
- una riduzione dell’impatto ambientale, conseguente sia alla riduzione delle emissioni sia al minor rilascio di calore residuo nell’ambiente.

La produzione combinata di energia elettrica e calore trova applicazione sia in ambito industriale, soprattutto nell’autoproduzione, sia in ambito civile.

Le utenze privilegiate per la cogenerazione sono quelle caratterizzate da una domanda piuttosto costante nel tempo di energia termica e di energia elettrica, come ospedali e case di cura, piscine e centri sportivi, centri commerciali oltre che industrie alimentari, cartiere, industrie legate alla raffinazione del petrolio ed industrie chimiche.

Diverse sono le tecnologie (motori primi) utilizzate in ambito cogenerativo, ma le più diffuse sono certamente le microturbine  e i motori a combustione interna per quanto riguarda principalmente l’ambito civile, le turbine a vapore, i turbogas e i cicli combinati per quanto riguarda, invece, l’ambito industriale.

Oltre al riconoscimento dei Titoli di Efficienza Energetica (Certificati Bianchi), il regime di sostegno per la Cogenerazione ad Alto Rendimento nel corso degli ultimi anni ha previsto:
- l’esonero dall’obbligo di acquisto dei Certificati Verdi (D.Lgs 16 Marzo 1999, n.79);
- le agevolazioni fiscali sull’accisa del gas metano (D.Lgs 2 febbraio 2007, n. 26);
- la possibilità di accedere al servizio di scambio sul posto (ARG/elt 74/08);
- condizioni tecnico-economiche semplificate per la connessione alla rete elettrica (ARG/elt 99/08).

Il decreto ministeriale 4 agosto 2011, nel completare il percorso avviato in origine con la Direttiva 2004/8/CE, individua infine nell’indice PES, i criteri per il riconoscimento della  condizione di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR).

In particolare, la CAR è la produzione combinata di energia elettrica e calore che fornisce un risparmio di energia primaria (PES) pari almeno al 10%, rispetto ai valori di riferimento per la produzione separata di elettricità e di calore.

Ciò vale per gli impianti che hanno capacità di generazione superiore al MWe: per la mini e micro-cogenerazione è sufficiente che vi sia un risparmio maggiore di zero.

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